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Home Diritti sociali in Germania Tipi di pensione previsti dalla Deutsche Rentenversicherung
23 | 10 | 2014
Notizie flash

Sulla Gazzetta Ufficiale nr. 9 del 13 gennaio 2011 è stata pubblicata la Legge 30 dicembre 2010 nr. 238 "Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia".

La  finalità delle nuove norme - in vigore dal 28 gennaio 2011 - è quella di incentivare, mediante agevolazioni fiscali sotto forma di minore imponibilità del reddito, il rientro in Italia di persone che abbiano maturato esperienze formative o professionali all'estero che intendano trasferirsi in Italia per svolgere attività di lavoro dipendente o autonomo ovvero attività di impresa.

Il decreto del 3 giugno 2011 del Ministero dell'Economia e delle Finanze, ai sensi dell'art. 2, secondo comma Legge 238/2010, con cui vengono identificate le categorie dei soggetti beneficiari.  

Pensioni previste dalla Deutsche Rentenversicherung PDF Stampa E-mail
Scritto da Amministratrice   
Martedì 23 Marzo 2010 12:45



Proponiamo di seguito una panoramica dei diversi tipi di pensione previsti dalla “Deutsche Rentenversicherung“, dei requisiti che ne sono alla base e degli effetti d’un eventuale reddito aggiuntivo sulla pensione.

1. Periodo assicurativo minimo
2. Pensioni per ridotta capacità di guadagno
3. Pensioni di vecchiaia
4. Pensioni in caso di decesso
5. Prestazioni speciali per la categoria dei minatori
6. Pensioni e reddito

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1. Periodo assicurativo minimo

Il requisito per ottenere qualsiasi tipo di pensione tedesca è il versamento di contribuiti per un determinato periodo di tempo. Questo periodo assicurativo minimo, detto anche periodo contributivo, può essere di 5, 15 o 35 anni secondo il tipo di pensione.

Per i periodi contributivi di 5 e 15 anni si tiene conto di:

- periodi in cui si sono versati contributi (obbligatori e volontari),
- periodi sostitutivi (ad esempio i periodi di persecuzione politica nella RDT),
- periodi d'attesa in mesi derivanti dal conguaglio delle aspettative pensionistiche e da maggiorazioni per attività part-time marginali senza obbligo assicurativo.

Per il periodo contributivo di 35 anni si calcolano anche i periodi equiparati a periodi contributivi e i periodi accreditabili. Si tratta di periodi che di norma contano solo per il conteggio della pensione, non per acquisirne il diritto.

Sono ad esempio equiparati a periodi contributivi i periodi di malattia, gravidanza o disoccupazione. Possono essere inoltre equiparati a periodi contributivi anche i periodi di formazione scolastica e quelli dell’università. Sono considerati periodi accreditabili speciali quelli dedicati ad esempio all’allevamento dei figli.

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2. Pensioni per ridotta capacità di guadagno

Questa pensione spetta, su richiesta, a fronte di una riduzione parziale o totale della capacità lavorativa per malattia o minorazione, nel caso in cui nel quinquennio precedente il verificarsi di tale riduzione siano stati versati tre anni di contributi obbligatori e qualora si soddisfi o sia stato soddisfatto anticipatamente il periodo di attesa di cinque anni (ad esempio in seguito a incidente sul lavoro).

La pensione sarà corrisposta al massimo fino al raggiungimento dell’età pensionabile (attualmente 65 anni). Subentrerà poi la pensione di vecchiaia ordinaria.

In base alla documentazione medica, l’ente di assicurazione pensionistica verificherà se la ridotta capacità lavorativa sia parziale o totale. La pensione per riduzione totale della capacità lavorativa viene corrisposta nel caso in cui il soggetto non sia in grado di lavorare per più di tre ore al giorno. Se la capacità lavorativa supera le tre ore ma è comunque inferiore alle 6 ore al giorno, è prevista la pensione per riduzione parziale della capacità lavorativa. L’importo di quest’ultima è pari alla metà della pensione corrisposta nei casi di riduzione totale della capacità lavorativa.

Fondamentalmente, la pensione per riduzione della capacità lavorativa è temporanea e ha una durata massima di tre anni. Può essere prolungata nel caso in cui le limitazioni di salute dovessero persistere.

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3. Pensioni di vecchiaia

 
Pensione di vecchiaia ordinaria

Questa pensione spetta, a fronte di richiesta,
- una volta compiuti i 65 anni d’età e
- soddisfatto il periodo di attesa di cinque anni.

Per tutti coloro che sono nati dopo il 31 dicembre 1946, a partire dal 2012 l’età pensionabile aumenterà gradualmente da 65 a 67 anni, salvo che trovino applicazione disposizioni speciali di tutela dei diritti acquisiti.

Se non è stato soddisfatto il periodo di attesa di cinque anni, si può prendere in considerazione la possibilità di un rimborso dei contributi o il pagamento di contributi volontari.



Pensione di vecchiaia per assicurati di lunga carriera assicurativa

Questa pensione spetta, su richiesta,
- una volta compiuti i 63 anni d’età e
- maturato il periodo contributivo di 35 anni.

Se si intende iniziare a percepire la pensione prima di aver compiuto i 65 anni, occorre tenere conto del fatto che saranno applicate detrazioni mensili dell’ammontare dello 0,3%.

Per i soggetti nati dopo il 31 dicembre 1948, l’età minima pensionabile non soggetta a detrazione passerà gradualmente da 65 a 67 anni, salvo che trovino applicazione disposizioni speciali di tutela dei diritti acquisiti.



Pensione di vecchiaia per assicurati grandi invalidi

Questa pensione spetta, su richiesta, a chi:
-abbia compiuto 60 anni,
-al momento di inizio decorrenza della pensione risulti gravemente invalido (grado minimo di invalidità: 50%), sia incapace di lavorare o percepire un guadagno conformemente alle disposizioni di legge in vigore dal 31.12.2000 e
-abbia maturato un periodo contributivo di 35 anni.

Nel caso in cui la pensione inizi a essere corrisposta prima del compimento del 63° anno d’età, saranno applicate detrazioni mensili, normalmente dell’ammontare dello 0,3%.

Per i soggetti nati dopo il 31 dicembre 1951, l’età minima pensionabile non soggetta a detrazione passerà gradualmente dagli attuali 63 anni ai 65, salvo che trovino applicazione disposizioni speciali di tutela dei diritti acquisiti. Contemporaneamente, l’età minima pensionabile per fare domanda anticipata passerà da 60 a 62 anni.



Pensione di vecchiaia per le donne

Questa pensione spetta, su richiesta, alle donne nate prima del 1952,
-che abbiano compiuto 60 anni,
-dopo i 40 anni di età abbiamo accumulato più di dieci anni di contributi obbligatori e
-abbiano maturato il periodo contributivo di 15 anni.

Per poter percepire questa pensione prima di aver compiuto 65 anni, occorre mettere in conto detrazioni mensili dell’ammontare dello 0,3%.



Pensione di vecchiaia per disoccupazione o in seguito a regime di lavoro part-time per motivi d’età

Questa pensione spetta, su richiesta, ai soggetti assicurati nati prima del 1952

-che abbiano compiuto almeno 60 anni (a partire dal 2012: 63 anni) (per i soggetti nati tra il 1946 e il 1948 l’età minima pensionabile verrà gradualmente portata a 63 anni),
-che all’inizio dell’età pensionabile siano disoccupati e al compimento di 58 anni e sei mesi siano stati disoccupati globalmente per 52 settimane o che per due anni abbiano svolto lavori part-time per motivi d’età,
-nei dieci anni precedenti l’inizio della pensione abbiano versato almeno otto anni di contributi obbligatori e
-abbiano maturato il periodo contributivo di 15 anni.

Se questa pensione inizia a essere corrisposta prima del compimento dei 65 anni, verranno applicate detrazioni mensili dell’ammontare dello 0,3%.



Introduzione di una pensione di vecchiaia per assicurati con carriera assicurativa particolarmente prolungata

Con l’innalzamento dell’età minima pensionabile a 67 anni sarà introdotta una nuova forma pensionistica: la pensione di vecchiaia per assicurati con carriera assicurativa particolarmente prolungata. Il diritto a questo tipo di pensione maturerà solo a partire dal 1° gennaio 2012.

Questa pensione spetta, su richiesta:

-una volta compiuti i 65 anni d’età sia stato
-maturato un periodo contributivo di 45 anni.

Nel computo dei 45 anni di contribuzione rientrano solo i contributi obbligatori maturati durante l’attività lavorativa, l’attività lavorativa autonoma e periodi di degenza, nonché durante i periodi dedicati all’allevamento dei figli fino a 10 anni d’età. Non sono considerati i periodi contributivi obbligatori derivanti dal ricevimento dell’indennità di disoccupazione, dell’indennità di disoccupazione II o del sussidio di disoccupazione. Non saranno inoltre presi in considerazione i mesi d’aspettativa derivanti da conguaglio previdenziale o dalla divisione della pensione tra coniugi nonché i contributi facoltativi.


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4. Pensioni in caso di decesso


Pensione vedovile

Alla morte del coniuge è possibile richiedere la pensione vedovile nel caso in cui, prima del decesso, il coniuge deceduto stesse già percependo la pensione o avesse maturato il periodo contributivo di cinque anni o questo fosse stato maturato anticipatamente (ad esempio in seguito a incidente sul lavoro).

La convivenza registrata in sede civile tra partner dello stesso sesso è equiparata a tutti gli effetti a un vero e proprio matrimonio.

Per poter percepire la pensione, al momento della morte del coniuge occorre risultare sposati da almeno un anno. Tale durata minima non è applicabile ai soggetti sposatisi prima del 1° gennaio 2002 o nel caso in cui il matrimonio non sia stato contratto per motivi previdenziali.

La pensione vedovile può essere corrisposta in qualità di pensione completa o ridotta. Per poter percepire la pensione completa, il superstite avente diritto deve aver

- compiuto 45 anni o
- la sua capacità lavorativa deve risultare ridotta o
- stare allevando un figlio proprio o un figlio del deceduto che non abbia ancora compiuto 18 anni o
- nel nucleo familiare accudisca un proprio figlio o un figlio del deceduto che non sia in grado di provvedere al proprio sostentamento a causa di minorazioni fisiche, mentali o morali.

L’età prescritta per poter percepire una pensione completa in caso di decesso del coniuge verrà innalzata gradualmente a 47 anni a partire dal 31 dicembre 2011.

Nel caso in cui non risultino soddisfatti i requisiti per ricevere una pensione completa, il soggetto potrà percepire un’indennità ridotta. Questa potrà essere corrisposta per non più di 24 mesi solari in seguito alla morte dell’assicurato e corrisponde al 25% della pensione assicurativa. La pensione vedovile completa viene invece corrisposta in maniera duratura. Corrisponde di norma al 55% della pensione assicurativa.

Per i soggetti sposatisi prima del 1° gennaio 2002 e con coniuge nato prima del 2 gennaio 1962, anche l’indennità ridotta vedovile sarà corrisposta a tempo indeterminato.

Se il coniuge superstite si risposa, viene meno il suo diritto alla pensione di reversibilità. Su richiesta è possibile richiedere un riscatto, corrispondente a 1/24 dell’importo medio della pensione degli ultimi dodici mesi.

Se il coniuge superstite risposatosi vede finire il proprio nuovo matrimonio, può ricevere la pensione vedovile relativa al coniuge precedente. Saranno calcolati anche eventuali diritti risultanti dal secondo matrimonio.


Pensione orfanile

La pensione orfanile (pensione per orfani di un genitore) può essere corrisposta su richiesta in seguito alla morte dell’assicurato:

- nel caso in cui il deceduto stesse già percependo la pensione prima dell’avvento della morte o
- al momento della morte avesse maturato il periodo contributivo di cinque anni o questo fosse stato maturato anticipatamente (ad esempio in seguito a incidente sul lavoro).

In caso di decesso anche dell’altro genitore, verrà corrisposta una pensione completa.

La pensione orfanile spetta ai figli naturali e adottati del defunto e ai figliastri e ai bambini in affido che il defunto aveva accolto nel proprio nucleo familiare. Possono ricevere la pensione orfanile anche nipoti e fratelli o sorelle del defunto che erano stati accolti nel suo nucleo familiare e per i quali l’assicurato era il principale sostenitore del loro mantenimento. Questa pensione viene corrisposta fino al compimento del 18° anno d’età.

Solo in presenza di determinati requisiti (ad esempio per formazione scolastica o professionale) la pensione può essere corrisposta fino, al massimo fino al 27° anno d’età. Qualora la formazione scolastica o professionale sia ritardata per consentire al soggetto di adempiere al servizio di leva o al servizio civile previsto per legge, la pensione orfanile può essere corrisposta al fine di coprire la durata di questo servizio anche oltre il compimento del 27° anno d’età. Tuttavia, ciò vale solo nel caso in cui il ragazzo stia seguendo corsi di formazione scolastica o professionale anche dopo aver compiuto 27 anni.



Pensione per l’allevamento dei figli

In caso di divorzio successivo al 30 giugno 1977 e in caso di decesso del proprio coniuge precedente, è possibile fare richiesta della pensione per l’allevamento dei figli. Nel caso in cui si abbia un figlio da allevare, questa verrà corrisposta sulla base dei propri periodi assicurativi maturati. Ciò vale anche in caso di convivenze civili registrate.


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5. Prestazioni speciali per la categoria dei minatori

Pensione per minatori

La pensione prevista per i minatori viene corrisposta previo adempimento dei necessari requisiti in qualità di pensione per riduzione della capacità lavorativa nell’industria mineraria o in qualità di pensione spettante per aver svolto per molti anni attività in sotterraneo e al compimento del 50° anno d’età.


Pensione per riduzione della capacità lavorativa nell’industria mineraria

Fino al raggiungimento dell’età pensionabile (attualmente al compimento del 65° anno d’età),

- gli assicurati hanno diritto alla pensione prevista per i minatori qualora presentino una ridotta capacità lavorativa per l’industria mineraria,
- se nei 5 anni precedenti l’insorgenza della ridotta capacità lavorativa per l’industria mineraria avevano maturato 3 anni di contributi obbligatori previsti per il settore dell’industria mineraria e
- se prima dell’insorgenza della ridotta capacità lavorativa per l’industria mineraria avevano maturato il periodo contributivo di 5 anni previsto dall’assicurazione pensionistica per i minatori.

Pensione per prolungata attività lavorativa in miniera e compimento del 50° anno d’età

Il diritto alla pensione prevista per i minatori spetta anche agli assicurati che non hanno ancora raggiunto l’età pensionabile (attualmente il 65° anno d’età) qualora:

- abbiano compiuto il 50° hanno d’età,
- non abbiano un’occupazione né svolgano un’attività autonoma economicamente equivalenti all’attività mineraria finora svolta (attività lavorativa principale) e
- abbiano maturato il periodo contributivo di 25 anni.


Pensione di vecchiaia per minatori che hanno svolto per molti anni attività in sotterraneo

Gli assicurati possono accedere a questo tipo di pensione di vecchiaia al compimento del 60° anno d’età e se hanno maturato il periodo contributivo di 25 anni (300 mesi solari) nell’ambito di un’attività lavorativa svolta costantemente in miniera. Per gli assicurati nati dopo il 31.12.1951, l’età pensionabile aumenterà gradualmente a 62 anni, salvo che trovino applicazione disposizioni speciali di tutela dei diritti acquisiti.


Il pagamento compensativo per i minatori

Il pagamento compensativo spetta sostanzialmente agli assicurati che hanno svolto attività lavorativa in miniera e che al compimento del 55° anno d’età hanno cessato di lavorare presso un’azienda mineraria della Repubblica Federale, a condizione che abbiano maturato il periodo contributivo di 25 anni (300 mesi solari) nel settore minerario.

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6. Pensioni e reddito

Se oltre alla pensione per ridotta capacità lavorativa o alla pensione di vecchiaia, prima del raggiungimento dell’età minima pensionabile (attualmente 65 anni) si percepisce un reddito, non vanno superati i limiti previsti in relazione al reddito aggiuntivo. Per quanto riguarda le pensioni per ridotta capacità lavorativa, saranno equiparate a reddito anche eventuali prestazioni previdenziali. In questo contesto andranno a incidere anche eventuali rimunerazioni e redditi percepiti a livello nazionale ed estero. In caso di superamento del limite previsto per il reddito aggiuntivo, la pensione sarà corrisposta solo in qualità di rendita parziale, o potrà addirittura essere revocata.

In qualità di beneficiario di una pensione di vecchiaia ordinaria, si ha la facoltà di avere redditi aggiuntivi illimitati.

Per quanto riguarda le pensioni per decesso, dopo i primi tre mesi dalla morte dell’assicurato viene preso in considerazione il 40% del reddito personale eccedente una determinata franchigia. Si tiene inoltre conto di eventuali prestazioni previdenziali, redditi patrimoniali e redditi esteri equiparabili.

Per le pensioni orfanili, il reddito viene preso in considerazione solo nel caso in cui l’orfano abbia più di 18 anni.




Fonte: Deutsche Rentenversicherung Schwaben

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Marzo 2010 13:52
 
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